Sono ancora qui, più o meno

Ho finito di leggere i 29 romanzi e i 100 racconti che hanno partecipato alla terza edizione del Premio letterario Scritture di Lago!!

Non mentirò: è stata dura, non tanto perché molti di questi testi non rispecchiassero i miei gusti di lettura – o magari perché il mio inconscio (chiedo scusa agli esperti per la definizione impropria) ha deciso di ribellarsi proprio in questo periodo –, ma piuttosto perché mi hanno tenuta lontana dalle mie li(bri)ste e dai rispettivi libri che non vedo l’ora di leggere. I saggi di linguistica e narratologia giacciono irrimediabilmente abbandonati sulla scrivania. L’uomo che ride sta contribuendo ad alzare l’abat-jour posata su un comodino vergognosamente più basso del letto; l’unico romanzo che ho portato avanti in questo afosissimo luglio è M di Scurati – è una bomba! –, lo leggo nel letto, la sera, solo qualche pagina, prima che le benzo facciano l’inesorabile effetto. Non sono male neanche loro, i miei sonni sono più tranquilli e, anche se gli incubi non mi hanno abbandonata del tutto, le mie ore medie di sonno sono passate da quattro/cinque a otto, spesso anche nove o dieci. Il momento di andare a letto, ora, non è più il peggiore della giornata. Certo, non è stato facile iniziare, ma assicuro che trascorrere ogni giornata fra attacchi di panico e sintomi neurovegetativi è molto peggio di chiedere aiuto a uno specialista, oppure a due.

Ma, tornando ai libri, penso che userò la versione integrale de L’uomo che ride come alzatina ancora per un po’ di tempo, principalmente a causa delle sue 577 pagine, detto così sembra poco, ma il carattere non supera i sei punti (come minimo mi gioco mezza diottria) e poi ho trovato in libreria Kafka sulla spiaggia e non vedo l’ora di iniziare a leggerlo! In libreria, poi, oltre a Starbucks, ho scoperto anche una magnifica collana, edita Mondadori, di classici stampata con copertine “da esposizione”; ovviamente non ho resistito.

I prossimi della lista, alcuni probabilmente simultanei al romanzo di Murakami, saranno Bastogne, graphic novel di Brizzi e Manfredi che mi hanno prestato e che mi devo muovere a restituire al legittimo proprietario; la versione a fumetti de L’uomo che ride, così per farmi degli spoiler gratuiti, illustrata da Mark Stafford; Génie la matta, con cui, vista la situazione, sento già delle affinità e, perché lo amo a prescindere e ogni sua parola – scritta, parlata o cantata che sia – per me è poesia, Che cosa sa Minosse di Guccini e Macchiavelli. Coi saggi invece starò più schiscia, ho intenzione di terminare Figure III. Discorso del racconto e leggere, molto lentamente, Storia dell’Italia dal dopoguerra a oggi di Ginsborg. Questo me l’ha regalato mio padre all’ennesima domanda postagli: “messaggio ricevuto forte e chiaro, papi!”

Per quanto riguarda gli ascolti, invece, dalla Cina sono volata in Nigeria con L’ibisco Viola. Ho ascoltato due ore su circa dieci e la pelle d’oca è già comparsa più volte sulle mie braccia.

Ah, dimenticavo: devo recuperare anche 1794 e 1795 di Niklas Natt Och Dag, il primo della serie l’ho amato, nonostante sia parecchio crudo, confido negli altri due!

Un’altra cosa che ho iniziato a fare in questo periodo è ascoltare i podcast, continuo sicuramente a preferire gli audiolibri, però, in alcune situazioni, questi sono davvero un’ottima alternativa. Il mio preferito in assoluto è sicuramente Non aprite quella Podcast di J-Ax, Pedar e Matteo Lenardon; racconta di vicende criminose orribili ma ho pianto dal ridere almeno tre o quattro volte a puntata. Se invece volete ridere senza sentire parlare di morti ammazzati, serial killer e follie statali, vi consiglio Cachemire podcast, ideato e condotto da Edoardo Ferrario e Luca Ravenna.

Mi sono piaciuti moltissimo anche alcuni podcast del Post: La fine del mondo, che prova a raccontare cosa successe nel Mediterraneo fra il 1200 e l’800 a.C. di Luca Misculin, e Certe cose, un podcast di Chiara Alessi che racconta alcuni fatti epocali della storia italiana degli ultimi 50 anni a partire da alcune liste di oggetti ritrovate nei luoghi che ne furono protagonisti; ho, infine, sviluppato una dipendenza per Morning e Politics.

Oltre a Morning, ascolto ogni mattina anche Vitamine, il podcast di notizie lampo di Factanza “scritto e vociato” da Matteo Cellerino.

Direi, mio taccuino, che ti ho raccontato abbastanza per ora.

A presto!

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