Saggi 2022

Benvenuti nella lista dei saggi, qui troverete tutti i titoli di teoria e/o approfondimento in generale che leggerò durante l’anno. A differenza del 2021, non ho un piano ben delineato, quindi non è che possa raccontarvi molto. Quello che posso dirvi è che se siete appassionati di teoria della letteratura e linguistica, questo probabilmente è il posto giusto per voi.

La li(bri)sta è ancora ferma perché purtroppo in questo periodo sono un po’ a corto di tempo, e una quantità di faccende e impegni si affastella sempre meno clemente all’inoltrarsi di questo 2022, ma, anche se meno rapidamente dello sperato, le mie letture di approfondimento stanno continuando. Vi lascio subito qui sotto la nota relativa ai miei obiettivi di lettura settoriale nel caso foste curiosi di scoprirli, nel frattempo io prometto di ritagliarmi del tempo per compilare questa li(bri)sta.

Dante a tempo di rap, Murubutu, Claver Gold, Patrick Cherif

Chi sono? Due rapper e un professore di letteratura

Cos’è? Un commento a Infernum di Murubutu e Claver Gold, un album che ha come protagonista l’Inferno dantesco. Nel testo, che non è propriamente un saggio ma più un commento, viene spiegato come i due cantanti hanno attualizzato alcuni canti dell’opera del sommo. 

Perché l’ho letto? Perché mi sembrava una cosa molto figa; e infatti lo è. Ne parlo un pochino qui.

Metazoa, Peter Godfrey-Smith

Chi è? Filoso della scienza e scrittore australiano.

Cos’è? Cito: “Ho intenzione di procedere cominciando dalla vita – intesa in senso materialista – e cercando di dimostrare come lo sviluppo evolutivo dei sistemi viventi possa dare origine alle menti. Desidero chiudere, almeno parzialmente, lo iato esplicativo tra mentale e fisico.

Perché l’ho letto? Onestamente me lo sto ancora chiedendo, però mi è piaciuto!

Questione di virgole, Leonardo G. Luccone

Leggi la nota!

Chi è? Traduttore, editor, autore, insegnante; è cofondatore di Oblique, uno studio editoriale che si divide in scuola e agenzia letteraria e, soprattutto, strenuo difensore della punteggiatura, perché lei è “la nostra guida sensopercettiva”, è “il segno del comando”.

Cos’è? Un saggio che mostra – letteralmente, perché gli esempi sono infiniti – come, quando e perché la virgola va usata e quanto sia importante non confonderla con il resto della punteggiatura.

Perché l’ho letto? Perché l’uso della virgola che si fa oggigiorno è a dir poco disattento, ci vuole ordine perdio!

Lector in fabula, Umberto Eco

Chi è? Dai, chi è che non conosce Eco? Sia un saggio, un romanzo, un’intervista o un articolo di giornale, non credo che ci sia italiano che, anche solo per errore, non abbia letto qualcosa di suo.

Cos’è? Questo (cito dall’introduzione): “Ecco, ora si rompono gli indugi e questo lettore, sempre accanto, sempre addosso, sempre alle calcagna del testo, lo si colloca nel testo. Un modo di dargli credito ma, al tempo stesso, di limitarlo e di controllarlo. Ma si trattava di fare una scelta: o parlare del piacere che dà il testo o del perché il testo può dare piacere. E si è scelta la seconda strada.”

Perché l’ho letto? Nel mio percorso di studi e letture, Eco (come anche Genette) è tendenzialmente sempre comparso più che come attento studioso dei testi (sostituite a studioso dei testi, narratore, giornalista e tutto ciò che più vi aggrada) e della narrativa con un suo percorso evolutivo e ragionativo, come una macchina produttrice di teorie indispensabili e definitive. (Ecco qui, spontaneamente comparso, un altro motivo che dà energia alla mia curiosità per i trattati originali: scovare i processi e le strategie con cui sono state formate le teorie e le prassi considerate più immanenti e significative con la speranza di migliorare le mie capacità deduttive e analitiche.) Ma Eco non era una macchina della verità e seguire i suoi ragionamenti è realmente godurioso.

Avviamento all’analisi del testo letterario, Cesare Segre

Leggi la nota!

Chi è? Uno dei maggiori studiosi di testi e letteratura della nostra epoca: il suo contributo alla teoria della letteratura non ha deluso, come non lo hanno fatto quelli portati alla filologia testuale, alla critica e alla semiologia.

Cos’è? Esattamente quello che dice il titolo: un saggio che fornisce le basi per l’analisi del testo letterario.

Perché l’ho letto? Per diversi motivi leggibili qui, fra cui questo: rileggere alcuni libri o leggere nuovi titoli su un argomento che conosco bene mi rassicura e, al tempo stesso, mi permette di tenere il filo delle mie conoscenze, e questo: ogni studioso è differente dall’altro e quindi ognuno dei loro testi seguirà un approccio differente, userà esempi diversi e si focalizzerà su un argomento piuttosto che un altro.

Possiedo la mia anima, Nadia Fusini

Chi è? Scrittrice, critica, traduttrice e accademica italiana classe ’46. Ha insegnato presso l’Università di Bari, alla Sapienza di Roma e alla Normale di Pisa. Ha tradotto Woolf, Keats, Shakespeare, Beckett e Shelley. Ha vito diversi premi compreso il Mondello per la traduzione de “Le Onde”. Ha scritto diversi saggi, fra cui: Maestre d’amore, Donne fatali. Ofelia, Desdemona, Cleopatra e Possiedo la mia anima. Il segreto di Virginia Woolf; ma anche notevoli romanzi. Dirige la collana di traduzione shakespeariane di Feltrinelli.

Cos’è? Una biografia di Virginia Woolf non convenzionale, una biografia che non parte dagli eventi della vita ma dagli scritti, romanzi, recensioni, racconti, diari, lettere, perché, come dice Fusini “non posso che ricorrere alle sue opere, perché è lì che parla di sé, non è altrove che sia dato conoscere Virginia”.

Perché l’ho letto? Perché dopo aver letto alcuni romanzi dell’autrice sentivo di aver bisogno di approfondire la sua figura, la sua anima, perché per comprendere i suoi romanzi, ho scoperto, è necessario conoscere a fondo la scrittrice proprio nel senso inteso da Fusini.